Biorisonanza

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Cos’è la Biorisonanza

La medicina quantistica e la biorisonanza permettono di riportare in equilibrio le disarmonie dell’organismo utilizzando specificatamente lo stesso linguaggio vibrazionale delle nostre cellule. Inoltre, la consapevolezza creata dallo strumento è fondamentale nel percorso terapeutico del paziente per un successo nel processo di guarigione.

La biorisonanza è un metodo di cura, che si basa sulle più recenti scoperte della bio-fisica e della medicina quantistica applicate alla salute ed alla prevenzione Si tratta di una tecnologia in grado di apportare benefici sulla salute grazie ai trattamenti di bio frequenze che utilizzano la meccanica fisica della risonanza. Ogni attività elettrica o flusso di elettricità, genera un campo tridimensionale, e ogni corpo e ogni sostanza essendo formato da atomi con intorno elettroni e protoni che gravitano attorno al nucleo, ha un suo proprio campo elettromagnetico dinamico che si modifica di continuo in base agli stimoli esterni. L’azione preventiva e terapeutica avviene attraverso l’emissione di frequenze ad intensità specifiche, che consentono di modulare le alterazioni nel bio-campo e nella bio-comunicazione cellulare.

Lo strumento EDUCTOR utilizzato nelle sedute, funziona sulla base di questa voltammetria tridimensionale, misurando il campo trivettoriale di ogni sostanza (ITEM) e quindi la reattività del paziente a quell’ITEM, attraverso un loop cibernetico di misurazione, calcolo, stimolazione frattale, etc.

Lo strumento ha la capacità di misurare le reattività di stress nei confronti di sostanze, situazioni, malattie, ecc., che si trovano nel campo energetico della persona. Si sa che lo stress mantenuto nel tempo porta prima o poi ad una condizione di non salute, perché quando i campi energetici e la loro comunicazione sono sbilanciati o interrotti i processi cellulari e fisiologici degenerano progressivamente fino alla manifestazione del disturbo o della malattia.

L’obiettivo della biorisonanza

 

Lo scopo di questo tipo di trattamenti è quello di prevenire le alterazioni energetiche ed armonizzare le frequenze del corpo prima che si manifesta nel tempo la patologia, oppure cercare di porvi rimedio qualora ci sia già in atto una disequilibrio.

 

I principi di funzionamento e la risonanza

biorisonanza

biorisonanza

 

utto è composto di energia che vibra con una propria frequenza. Anche gli atomi, le cellule e i tessuti del nostro corpo vibrano ognuno con una propria frequenza. La biorisonanza sfrutta la possibilità di emettere le bio frequenze che permettono di riequilibrare i campi energetici, che compongono le varie parti dell’organismo umano e anche di alcune specie animali. Così come, per esempio, in presenza di due diapason identici quando uno dei due viene fatto vibrare dopo poco tempo anche l’altro comincia a vibrare ed a risuonare emettendo la nota caratteristica, usando la bio frequenza che corrisponde ad un fegato in salute si cerca di riportare in quella stessa vibrazione un fegato che si trova in sofferenza. Questo avviene perché attraverso la risonanza avviene un trasferimento di energia dall’emittente al ricevente sulla base delle loro proprietà “vibrazionali”.

Effetti avversi e controindicazioni

l trattamento di biorisonanza è valido, efficace, sicuro e non ha effetti collaterali. Tra le controindicazioni al trattamento, da discutere con lo specialista di riferimento, ci sono: portatori di pacemaker, protesi e impianti, gravidanza, epilessia, gravi alterazioni del battito cardiaco, piaghe cutanee e sensibilità ai campi elettromagnetici.

Durata del trattamento e numero di sedute

trattamento di biorisonanza

trattamento di biorisonanza

Il numero delle sedute va concordato caso per caso in base allo stato di salute/energia vitale del paziente. La durata della prima seduta è di circa due ore, mentre per le sedute successive è di circa un’ora e mezza. La frequenza del trattamento, ovvero il tempo tra una seduta e l’altra, può essere concordato in base alle problematiche del paziente. In base a degli studi da me approfonditi, si rivela molto efficace sottoporre il paziente a un ciclo di almeno 6/10 sedute continuative una volta la settimana, da ripetere un paio di volte l’anno. Insistere nell’inviare stimoli continui e ravvicinati permette al sistema del paziente di imparare a star bene grazie allo strumento di biofeedback.

Subspace e sedute a distanza

In virtù del fenomeno dell’Entanglement quantistico, due particelle che sono state a contatto continueranno a reagire simultaneamente anche qualora si trovino ad essere lontane.

In questo modo un campione che trattiene l’informazione elettrica del paziente (come peli, capelli e saliva, oppure una foto composta dai fotoni) può essere utilizzato come una sorta di testimone del paziente nella sua totalità e lavorare anche a distanza di migliaia di chilometri.

Lo strumento si connette al paziente esattamente come ci sintonizziamo su una frequenza radiofonica: quando entriamo in sintonia con quella frequenza siamo in grado di ascoltarla!

 

 

 

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